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  • Zarish Neno

“Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?”

Durante questi ultimi mesi ho visto molti dei miei amici criticare Facebook e disattivare i loro account. Questi amici hanno detto che Facebook ha mostrato loro un mondo oscuro e depresso e questo li ha resi tristi e affranti. Pertanto, preferivano stare lontani da esso. Anche io ho pensato “forse hanno ragione!” Anch’io avevo visto molte notizie tristi e deprimenti che mi avevano influenzato. Ho iniziato a pensare che forse anch’io ho bisogno di una pausa, di tenermi lontana da queste notizie deprimenti di Facebook.

Ho iniziato a scorrere i miei post su Facebook e ho visto le foto dei bambini per cui lavoro presso il centro Jeremiah Education Centre e un post in particolare ha attirato la mia attenzione. Era il post che avevo pubblicato su Charlie Gard e mi sono detta “forse Facebook non è poi così male!”

È stato l’anno scorso che tramite un post su Facebook di una mia amica ho avuto modo di conoscere questo bambino; questo bellissimo bambino con gli occhi blu e una faccia molto innocente. Ero curiosa di sapere chi era e perché se ne parlasse tanto. La mia curiosità è cresciuta quando molte persone hanno messo sul proprio profilo le immagini di “Charlies Army” e “Save Charlie Gard”. Ho fatto le mie ricerche e sono scoppiata in lacrime quando ho letto cosa stava succedendo.

Essendo una cattolica, so che la vita umana è sacra. Il valore della vita umana è intrinseco, poiché deriva da Dio, che ha fatto tutti gli esseri umani a sua immagine e somiglianza (Cfr. Gen 1,26-27). Lui solo è il creatore di tutte le cose, inclusa la vita umana. Tuttavia, nel mondo di oggi, sembra che l’uomo sebbene non sia il creatore della vita, possa decidere, in modo arbitrario, le circostanze e le modalità di togliere la vita. Questo è chiaramente un affronto a Dio è il genere umano che scuote il pugno verso di Lui.

Ho sentito nel mio cuore che anche io dovevo fare la mia parte per questo piccolo, ma dovevo tenere conto che c’erano 3.747 miglia di distanza tra me e questo bambino. Ho passato giorni a pensare: “Che cosa posso fare?”. E più pensavo, più mi sentivo impotente. Fu allora che mi sono seduta e ho cominciato pregare e nella preghiera mi sono resa conto che la mia più grande arma contro ogni male era la “PREGHIERA”. Come dice anche Padre Pio «La preghiera è la migliore arma che abbiamo; una chiave che apre il cuore di Dio».

Allora ho iniziato a pregare e ho coinvolto anche la mia famiglia. E più pregavamo, più sentivamo che Charlie Gard faceva parte della nostra famiglia. Era bello vedere che anche altre persone stavano pregando con me per questo bambino. Era come se avessimo il nostro piccolo “esercito dei Charlie (Charlies Army)” qui in Pakistan.

Insieme alla preghiera abbiamo iniziato a fare campagne di sensibilizzazione su Facebook attraverso messaggi per far sentire la nostra voce in modo che la Gran Bretagna fermasse questo atto barbarico che volevano perpertrare. Abbiamo realizzato cartelli con slogan tipo “Save Charlie Gard” “We are praying for Charlie Gard”A lot of love and prayers from Pakistan”. Le nostre foto hanno iniziato a viaggiare in tutto il mondo. Potete ancora vederne alcune sui gruppi di Facebook creati per Charlie.

In seguito ho pensato di coinvolgere anche i nostri bambini presso il Jeremiah Education Centre. Ho parlato ad essi di Charlie e ho raccontato a loro che cosa la Gran Bretagna voleva fargli, l’espressione sul volti dei questi bambini era di incredulità e stupore. Sono rimasti scioccati dal modo in cui i medici erano pronti a togliere la vita a questo povero bambino. Essi spontaneamente mi dissero che volevano pregare per Charlie e che avrebbero fatto qualsiasi cosa nel loro piccolo per aiutarlo.

Così abbiamo iniziato una catena di preghiera, continua e incessante, che nessuno di noi ha rotto. Abbiamo recitato il Santo Rosario, chiesto ai nostri sacerdoti locali di offrire Messe speciali per la vita di questo bambino, i bambini hanno anche registrato i video, tutte le nostre attività del centro sono sempre state collegate a Charlie e tutto ciò che facevamo, lo abbiamo condiviso sui post di Facebook. Il gruppo ‘Pray4Charlie’ ha visto le nostre campagne e ha iniziato a condividere i nostri post. Ci hanno detto che noi abbiamo realizzato la prima iniziativa nel continente asiatico per Charlie.

È stato incredibile vedere come le persone di tutto il mondo, si sono unite per difendere la vita di questo piccolo bambino. Non è stato solo bello vedere il mondo unito per una azione umanitaria, ma che tale unità si sia manifestata anche sui social media. Media che abbiamo spesso accusato di rovinare le nostre menti e le nostre generazioni. Ma dobbiamo anche pensare che è anche grazie ai social media che il mondo ha saputo di Charlie Gard.

Intanto le campagne di preghiera e di sensibilizzazione andavano avanti. Tutti noi avevamo sempre in mente “Charlie Gard – il bambino che ha unito il mondo”. Ma i nostri cuori si spezzavano ogni volta che leggevamo di come la corte rifiutava ogni appello per portare Charlie in Italia o negli Stati Uniti. C’erano notti in cui non riuscivo a dormire per il male di cuore che avevo. Tutto per un bambino che non avevo mai visto né incontrato. È strano questa cosa che chiamiamo amore che rende gli estranei appartenenti alla nostra famiglia. Questo che è il vero amore per Dio e per il prossimo.

Quando la situazione cominciò a peggiorare, sia io sia i bambini del centro un po’ ci scoraggiammo. Loro non potevano capire perché i medici non stessero ascoltando tutte le suppliche del mondo e facessero di tutto per uccidere questo bambino.

E poi il 28 luglio 2017, la triste notizia ci ha raggiunti tutti. La notizia mi ha spezzato il cuore. Per un momento ho pensato anch’io “ma tutte le nostre preghiere?” Ho pianto e allo stesso modo ha pianto anche la mia famiglia e mia nonna. Quel che era peggio era che dovevo fare una faccia coraggiosa per comunicare questa notizia ai bambini del centro ed ero preoccupata per le loro domande. Ho chiesto allo Spirito Santo di essere la mia guida e di aiutarmi a rispondere.

Quando abbiamo comunicato la notizia ai bambini, essi si sono rattristati e anche essi si sono messi a piangere. E l’unica domanda che ci hanno fatto è stata “hanno pianto i medici quando hanno ucciso questo bambino?” Questa domanda mi ha lasciato senza parole per un momento. Questo pensiero che gli venuto in mente era veramente un pensiero innocente. Ho pensato che Gesù aveva ragione quando disse: «Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli» (Matteo 19, 14).

Dopo la morte di Charlie le nostre preghiere non si sono fermate, abbiamo continuato a pregare per la sua anima ed in particolare per i suoi genitori, Connie e Chris. E oggi, mentre celebriamo il suo 1° anniversario della sua nascita in cielo in mezzo a Dio e ai suoi santi e angeli, reciteremo un Rosario speciale nel nostro centro.

E anche se Charlie Gard non è più fisicamente con noi, la sua morte non è stata una sconfitta. La sua morte è stata una vittoria e sono sicura che la sua anima sta pronunciando proprio queste parole della Bibbia,«Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?» (1 Corinzi 15 , 55).

Charlie ho mostrato a noi la forza di un mondo unito. Un mondo che si è unito attraverso i post di Facebook. Un mondo che si è unito per pregare per questa piccola, povera, indifesa creatura. Un mondo che ora comprende il potere che ha. Charlie ora continuerà a vivere nel cuore di ognuno di noi e di tutti coloro che hanno combattuto per la sua vita. E la sua eredità continuerà a parlare della sua vittoria sulla morte.


Pubblicato sul blog di Sabino Paciolla : https://www.sabinopaciolla.com/dove-o-morte-la-tua-vittoria-dove-o-morte-il-tuo-pungiglione/



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